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Si può convivere con un segreto?

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Il protagonista del film francese "Tre giorni e una vita" è un dodicenne solitario che abita in un piccolo paese delle Ardenne che provoca inavvertitamente la morte di un suo amico, di qualche anno più giovane, occultandone il corpo nel bosco.  Il fatto, che accade dopo una ventina di minuti dall'inizio del film, non è l'unico evento drammatico a cui assistiamo: due notti dopo infatti il paese verrà travolto e devastato da un'inondazione di enormi proporzioni che sposterà l'attenzione della polizia e dei suoi abitanti dalla ricerca del corpo del bambino scomparso alle conseguenze del cataclisma.   Il film mi ha colpito, innanzitutto per la potenza della vicenda che mi ha "preso" per l'intera durata della pellicola, ma anche per la regia misurata, ma non "fredda" (cosa non scontata trattandosi di un giallo), e per la bravura degli attori, tutti molto convincenti. Sono diversi i temi correlati a quello principale, la difficoltà di convive

"Apri tutte le porte" : un inno a reagire

 La canzone che Morandi ha presentato all'ultimo festival di Sanremo, Apri tutte le porte,  trasmette una certa carica ed energia, sicuramente anche grazie alla grinta ed all'entusiasmo contagioso che sa infondere l'inossidabile Gianni nazionale. In questi tempi così difficili e cupi, che stiamo vivendo da più di due anni ormai, credo che lasciarsi trasportare, anche solo per qualche minuto, in un mood di positività, di allegria possa costituire una risorsa preziosa.  E la musica, a fare questa sorta di magia, è veramente efficace! Nella canzone, un vero e proprio inno alla vita, si sente la mano di Jovanotti, la sua inconfondibile impronta positiva che ci sprona a reagire, ad affrontare ogni una nuova giornata, anche se non sappiamo cosa ci potrà riservare, aprendo le porte, facendo entrare il sole, giocando tutte le nostre carte.  Stai andando forte  Apri tutte le porte Gioca tutte le carte  Fai entrare il sole E ogni giorno mi sveglio e provo A dire questo è un giorno n

Il materiale emotivo rappresentato al cinema

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  In un'intervista all'attore e regista a cui viene chiesto cosa intendesse con l'espressione "materiale emotivo", Sergio Castellitto rivela che: "E' tutto ciò che viene rappresentato e messo in scena; sono i nostri segreti, le nostre occasioni mancate, è la nostra mediocrità. Anche l'emotività ha un corpo. Qualcuno lo chiama inconscio, qualcun altro cinema. E' come il mare di notte, così difficile da rappresentare sul grande schermo: è una cosa che ci inquieta profondamente." Dentro questa interessante definizione c'è già tutto: in altre parole il materiale emotivo sarebbe la nostra parte più oscura che al cinema, che non a caso il regista paragona all'inconscio, può essere messa in scena.  Questa è sicuramente una delle ragioni per cui il cinema, che, per fortuna, resiste al tempo non perdendo fascino, fin dai suoi albori, continui ad ammaliarci, ad affascinarci, a meravigliarci, a terrorizzarci, a farci ridere, sorridere, rifletter

Tra la Partenza e il Traguardo in mezzo c'è tutto il Resto

Sicuramente partire per un viaggio può essere entusiasmante, anche se in questo difficile periodo purtroppo paure, timori che ci portiamo dietro, bene o male quasi tutti, possono farci vivere le cose in modo un po' diverso.  La gioia della partenza per un viaggio, anche se breve, l'eccitazione dell'attesa di un evento che magari  desideriamo, specialmente se è da tanto tempo che non accade, sono vissuti comuni.  Si può ritornare da un viaggio arricchiti di emozioni provate, di luoghi visitati che ci sono piaciuti, di persone conosciute, di sprazzi di vita vissuta con un ritmo diverso da quello a cui siamo abituati. La partenza in senso metaforico significa fare un percorso, qualunque esso sia, appunto di conoscenza, di scoperta che ci porta a volte non si sa dove ma che ci può cambiare, anche nel profondo.  Come scrive Niccolò Fabi nella sua intensa canzone Costruire,  la sorpresa, l'attesa di un qualcosa ci fanno gioire: Immagina una gioia Molto probabilmente Penserest

L'arte di narrare storie attraverso la fotografia

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Tartarughe giganti. Salgado Leopardo. Salgado Amazzonia. Salgado  Donna della tribù Himba, Namibia. Salgado  Sebastiao Salgado, il grandissimo fotografo brasiliano testimone di quest'epoca così tormentata, attraverso le sue foto ci fa conoscere la forza e la potenza della Natura, così com'è ancora, in posti rimasti vergini, selvaggi, la forza e la potenza degli animali, la bellezza dell'essere umano, interconnessi gli uni agli altri in un Sistema aperto, dove quello che accade all'una si riflette inevitabilmente sugli altri.  Questo concetto è uno dei punti cardine del suo grande progetto fotografico, che ha un nome quanto mai esplicativo, " Genesi ": un'ode alla bellezza della Terra che va amata, rispettata, protetta, ripartendo appunto dalle origini.  Alcune fotografie di Salgado sono come lame che si incidono nella carne di chi le guarda per la loro forza dirompente, soprattutto quelle che ritraggono le popolazioni afflitte dai disastri della guerra, d

Riusciamo a mollare, a lasciare andare le cose?

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Vince chi molla , la bellissima e delicata canzone di Niccolò Fabi, autore di canzoni piuttoste profonde ed intimiste, ci fa riflettere sulla nostra capacità di lasciare andare o no le cose. Come ho già scritto in questo blog, le canzoni toccando delle nostre corde emotive, evocando dei ricordi, delle sensazioni, ci smuovono cose anche ad un livello molto profondo con un'immediatezza incredibile, come poche altre forme d'arte riescono a fare, aiutandoci a capire più noi stessi.  Più che una canzone è un viaggio quasi in una dimensione spirituale che ci racconta che la vita è un viaggio di conoscenza, che non ha mai fine, un processo costantemente in divenire.  E, come canta Fabi, per ogni viaggio è meglio avere un bagaglio leggero. Il titolo è un po' paradossale ma mollare è qui inteso non nel senso di arrendersi, ma appunto di concederci di lasciarci andare, di riuscire anche a fare pulizia delle cose che non ci sono più necessarie.  Ci fa ribaltare la prospettiva: perchè