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La fototerapia: l'utilizzo delle fotografie nella stanza di terapia

 "Davanti all'obiettivo, io sono contemporaneamente:  quello che io credo di essere, quello che vorrei si creda io sia,  quello che il fotografo crede io sia  e quello di cui egli si serve  per far mostra della sua arte" (Roland Barthes)  La fototerapia è una pratica terapeutica che utilizza le fotografie, che possono essere portate o dal paziente (foto che ha fatto ritraendo se stesso o altri soggetti, foto in cui è stato fotografato da altri, album di famiglia) o fornite direttamente dal terapeuta, per stimolare il processo di riflessione, di conoscenza di sè e di esplorazione dei propri vissuti. Le foto quindi funzionano da mediatore, che da stimolo apparentemente neutro, si carica di significato in chi le osserva, perchè è come se prendessero vita, suscitando emozioni, sensazioni, vissuti propri. Hanno quindi una componente proiettiva, in quanto ciascuno di noi può vedere nella stessa foto cose diverse, costruire e creare storie differenti dal momento, appunto, ch

Il film Doppio passo: la crisi psicologica di un calciatore che perde il lavoro

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  Ho visto questo film in un piccolo cinema d'essai in una zona piuttosto movimentata di Torino. Un'opera prima italiana piuttosto interessante che ha come protagonista un calciatore, Il capitano, non più giovanissimo, di una squadra, la Carrarese, appena promossa in serie B. A Claudio, interpretato da un ottimo Giulio Beranek, abituato ai successi sportivi e sposato con una bella moglie e padre di un bambino, però non rinnovano inaspettatamente il contratto. Da qui avrà inizio un viaggio che lo porterà in un gorgo sempre più profondo, complice il fatto che per realizzare il sogno condiviso con la moglie di aprire un ristorante, si indebita con un amico che gli concede un prestito. Molto interessante, d al punto di vista psicologico, è il rapporto di sudditanza che si viene a creare con l'ambiguo amico che si rivela un uomo cinico e senza alcun scrupolo morale, interpretato dal bravissimo Giordano De Plano. Mi ha ricordato il film del 1990 Bad Influence con Rob Lowe e Ja

Presentazione del libro “Resilienza e autocura. Un approccio integrato orientato alle risorse" di cui sono coautrice.

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La ragazza tranquilla: riflessioni sul film "The quiet girl"

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La protagonista di questo delicato film irlandese è una ragazzina tranquilla, taciturna, "quiet" appunto.       Il suo essere dimessa, il suo stare in disparte all'interno di una famiglia povera e numerosa in cui non solo non è considerata, vista ma in cui viene vissuta da tutti come quella strana, che non parla mai, è frutto di una strategia di sopravvivenza, per quanto inconsapevole. Cait ha infatti "imparato"  a stare nell'ombra per non dare problemi. Ma la "strategia"non funziona perchè questa sua modalità relazionale irrita, disturba, soprattutto le sorelle e il padre.  Per il padre infatti è solo la "vagabonda" (Cait è usa nascondersi sia in casa sia fuori, costringendo i familiari ad accorgersi finalmente di lei). La definisce così anche davanti all'amante con cui parla di lei come se non fosse presente, in una scena molto esplicativa del film. In una famiglia in cui ci sono già tre figlie e uno in arrivo, Cait è una sorta di p

IL VISSUTO D'ABBANDONO

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  Il film “I giorni dell’abbandono” di Roberto Faenza con Margherita Buy e Luca Zingaretti, tratta il tema dell'essere lasciati e della sofferenza che ne consegue. Un tema complesso da trattare che è stato molto rappresentato al cinema.   La protagonista di questo film, Olga, interpretata da un'intensa Margerita Buy, una borghese benestante sposata con due figli, viene lasciata dal marito, interpretato da Luca Zingaretti, senza un apparente motivo: all’inizio sembra solo una pausa di riflessione ma poi si scopre che il marito, ha da tempo una relazione con una donna più giovane. Nel film vengono narrate molto bene le varie fasi dell’abbandono: lo sconcerto iniziale, la negazione, la rabbia, la depressione ed infine la ripresa ad una vita normale attraverso un rinnovato interesse per un altro uomo, il vicino di casa che l’amava in segreto da tempo, uno stralunato Goran Bregovic, il noto musicista bosniaco.  Sullo schermo vediamo, nella prima parte, una Margherita Buy disperata,

Un modo diverso di guardare le fotografie

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                                                                Robert Doisneau   Parigi, 1950 Chi non ha mai visto questa celebre foto?  Ritrae due giovani che si baciano mentre la vita scorre attorno a loro: un signore col basco, piuttosto austero, una giovane donna ed una figura maschile con cappello tagliata a metà che camminano, dall'altra parte un uomo che avanza in senso opposto, di spalle, un uomo seduto ad un tavolino, sullo sfondo automobili in movimento e in lontananza l'Hotel de Ville.  Siamo a Parigi nel 1950 e questa è una composizione artistica in cui nessun dettaglio è lasciato al caso. La vera storia di questa foto infatti rivela che Doisneau, che stava girando per la Ville Lumière in cerca di ispirazione, vide i due giovani baciarsi in un bar e chiese loro di replicare il gesto posando per lui, con questo sfondo.  Questa foto, che è tecnicamente perfetta, è un ritratto dell'epoca, il cristallizzarsi di una vita che pulsa tutt'attorno ai protagonisti ch